



I velocisti azzurri della FIDAL hanno provato l’adrenalina del rally al fianco dei piloti del WRC: “un’esperienza fuori dal comune” sul sedile dei copiloti nella tappa italiana del mondiale.
Giornate di corsa al Rally Italia Sardegna, stavolta in macchina e sul sedile del navigatore, anche per chi di solito regala spettacolo sulle piste… ma di atletica. Tre eccellenze italiane come Filippo Tortu, Lorenzo Patta e Roberto Rigali hanno avuto l’opportunità di vivere in prima persona la tappa italiana del FIA World Rally Championship, salendo a bordo delle migliori vetture in circolazione e al fianco di tre piloti di spicco per la serie iridata. Sui tre chilometri del tratto di prova Olmedo-Monte Baranta, stesso scenario dello shakedown per i test preparativi alla gara, i velocisti hanno vestito i panni dei navigatori e sono saliti sul sedile di destra per un giro di pura adrenalina. Tortu con il francese Adrien Fourmaux sulla Hyundai i20 N Rally1, Patta con il giapponese Takamoto Katsuta sulla Toyota GR Yaris Rally1, Rigali con il comasco due volte campione WRC3 Matteo Fontana su GR Yaris Rally2.
“È stato tutto molto bello – ha commentato a caldo Filippo Tortu - soprattutto vivere l’auto dal suo interno, qualcosa di straordinario”. Si è divertito anche Fourmaux al volante, che gli ha risposto: “Mi sa che oggi abbiamo battuto il tuo record nei 100 metri…”. Di sicuro il giro con la medaglia d’oro olimpica ha portato fortuna al pilota transalpino, che ha poi iniziato il rally da primo leader.
“Un sogno – la versione di Rigali - non riesco a trovare le parole giuste per descrivere questo spettacolo”. “Senza parole” è rimasto anche Patta, appena sceso dalla Toyota.


