Tiziano Siviero presenta il Rally Italia Sardegna 2018

Tiziano Siviero ha disegnato anche quest’anno il Rally Italia Sardegna, che cambierà ancora il suo look in questa sua 15a edizione. La gara in programma dal 7 a 10 giugno, è organizzata dall’ Automobil Club d’Italia con la partnership della Regione Sardegna e sarà come lo scorso anno più compatta rispetto agli anni precedenti. Anche stavolta coinvolgerà infatti soltanto il nord dell’isola, con un percorso articolato su un totale di 20 prove speciali e 313 km cronometrati.

Ecco subito svelati dal due volte campione del mondo i perché di questa scelta. «Abbiamo scelto di confermare la conformazione delle ultime due edizioni – ha commentato l’ex copilota veneto – perché è omogeneo, facile da gestire e soprattutto ha ottenuto unanimi consensi. Per lo shakedown abbiamo riproposto quello di Olmedo già disputato in due versioni differenti nel 2016 e 2017, facendo un misto delle due versioni per renderlo più veloce ed ancor più spettacolare. Poi, al giovedì sera, abbiamo optato ancora per la super speciale d’apertura vicina ad Alghero andando, anche quest’anno, a percorrere due giri nell’Arena Show di Ittiri. Della vecchia pista di motocross e autocross non c’è più traccia, il circuito è stato abbellito e completato con altre tribune e lo show, perché di vero show si tratta, verrà trasmesso in diretta televisiva. Abbonderanno sbandate, salti e guadi, sarà uno spettacolo imperdibile per gli appassionati, che peraltro hanno già molto apprezzato lo show negli anni scorsi, riempendo “a tappo” il circuito».

Sulla prima tappa lo storico navigatore di Miki Biasion si sofferma soprattutto sul “remake” del formato di due anni fa con la conferma delle prove di Tula e Tergu-Osilo, il ritorno del crono di Castelsardo ed reinserimento della speciale di Monte Baranta. «Sono otto le prove da disputarsi nella prima tappa, quattro ripetute due volte, per un totale di 122,86 km cronometrati. Si inizia con i 22 km della speciale di Tula, allungata di 7 km rispetto alle precedenti edizioni, che con l’allungamento ed i suoi continui cambi di ritmo, ora è forse diventata la prova più difficile di tutto il rally, probabili le legnate di secondi o pesanti danni alle carrozzerie per chi non metabolizza bene questi continui cambi. Ci sarà poi il ritorno della speciale di Castelsardo, lunga 14 km, che differisce rispetto al passato per due brevi tratti alla partenza ed all’arrivo, seguita dalla classica Tergu-Osilo (km 14,14), da sempre un classico dei rally in Sardegna. Per terminare il giro del venerdì andremo a fare Monte Baranta, nella zona in cui il giorno prima abbiamo fatto la shakedown, con una prova lunga 11 km che ripropone in senso inverso la stessa speciale del 2015 in cui il primo km si svolge nei piazzali di una miniera di bauxite vicino ad Olmedo, con salti, curvoni e chicane tra macchinari in disuso, disegnati appositamente per deliziare pubblico e fotografi».

Il sabato ci sarà poi la tappa più lunga e dura della gara, una tappa classica del Rally d’Italia, ricavata interamente nella regione del Monte Acuto che ripropone il formato della stessa tappa dello scorso anno. «Con i suoi 146 km cronometrati, sarà una giornata selettiva anche se composta da sole sette speciali – ha evidenziato Siviero – perché oltre ad essere la più lunga ha anche le speciali più selettive. I crono in programma, che verranno ripetuti due volte, saranno quelli di Coiluna-Loelle (km 14,95), in versione cortissima e velocissima, così studiata per soddisfare i parametri della diretta tv, più le altrettanto classiche Monti di Alà e Monte Lerno, con il suo famosissimo Miky’s Jump, entrambe di più di 28 km ciascuna. Queste ultime due speciali sono separate tra di loro da poche centinaia di metri ed in pratica è come se fosse un’unica prova di 59 km. Abbiamo preferito non fare un’unica speciale perché in caso di problemi sulla strada, si verrebbero a perdere troppi km di speciale, con il rischio di sminuire troppo la lunghezza e conseguentemente la durezza del rally». Si farà invece un solo passaggio a metà giornata sulla ps cittadina di Città di Ittiri – Coros (1,4km) che ripropone un giro sul tracciato della superspeciale del giovedì sera seguito da un breve tratto per uscire dal circuito stesso.

Infine domenica 10 giugno la tappa finale di 42,04 km cronometrati composta da quattro speciali. «E’ la stessa giornata conclusiva dello scorso anno, in cui ci saranno due passaggi sull’ormai classica speciale di Cala Flumini (km 14,06) e Sassari-Argentiera (km 6,96 in diretta TV in entrambi i passaggi) che nel secondo passaggio sarà anche la power stage finale, come nelle ultime due edizioni. La prova dell’Argentiera si svolge nella zona tra Palmadula e Porto Palmas, dove attraversa anche i resti di una miniera dismessa di piombo argentifero, transitando in alcuni punti a ridosso del mare con degli scenari davvero incantevoli ed unici che la fanno considerare, dalla maggioranza degli addetti ai lavori, come la più bella power stage del mondiale. Per questo, visti i consensi ottenuti, è stata nuovamente confermata a pieni voti».

Per terminare Tiziano Siviero non ha dubbi su dove si deciderà la gara. «Sarà anche stavolta decisiva la seconda tappa, in pratica tutto il comprensorio di Monte Lerno dove si disputano le tre prove di quella giornata. Un vero classico di questo rally, dove i migliori sono sempre riusciti ad imporre la loro legge, tra l’altro con distacchi mai banali. Una vera tesi di laurea per vecchi e nuovi pretendenti al titolo mondiale».

2018-05-28T09:17:36+00:00 29/05/2018|